Teoria schaefferiana
]Nella teorizzazione di Pierre Schaeffer, un oggetto sonoro indica qualsiasi fenomeno o evento sonoro inteso come un tutto coerente, e ascoltato nel processo di ascolto ridotto (écoute réduite) caratterizzato da un’attenzione decontestualizzata, indipendente dall’origine o dal significato dell’oggetto. L’oggetto pertanto è sempre correlato all’ascolto ridotto: non esiste “in sé”, ma attraverso un’intenzione costitutiva specifica. È una unità sonora percepita nella sua materia, nella sua tessitura che le è propria, nelle sue qualità e dimensioni percettive che la caratterizzano. Allo stesso tempo, rappresenta una percezione globale, che si pone in modo identico attraverso ascolti diversi. È un’unità organizzata che può essere percepita come una “gestalt” nel senso che ha il termine nella psicologia della forma.
Pierre Schaeffer suggerisce che può aversi una certa confusione sulla natura dell’oggetto sonoro: a) l’oggetto sonoro non è il corpo sonoro; b) l’oggetto sonoro non è il segnale fisico; c) non è il frammento di una registrazione; d) non è un simbolo notato su una partitura; e) non è uno stato d’animo (rimane costante durante ascolti diversi) (Fonte – parafrasato da Michel Chion (1983). Guide des Objets Sonores. Eds. Buchet/Chastel, Paris).
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- Introduction à l’histoire et à l’esthétique des musiques électroacoustiques: Session 3 - Du sonore à l’artistique: le timbre musical reconsidéré ( French )Bibliography: English - Español - Français - Deutch - Italiano
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Vaggione, Horacio (1991). Jeux d’espaces : conjonctions et disjonctionsVaggione, Horacio (1995). About the Electroacoustic Approach: Situations, Perspectives
Vaggione, Horacio (1998a). L’espace composable. Sur quelques catégories opératoires dans la musique électroacoustique
Windsor, W. Luke (1994). Using Auditory Information for Events in Electroacoustic Music

